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Genitori e figli

Gravidanza e procreazione assistita: una storia di attesa e maternità

Una testimonianza sul desiderio di diventare madre durante un percorso di procreazione assistita, raccontata senza attribuire al lavoro interiore effetti sulla gravidanza.

Andrea Mamone · 24 ottobre 2026

Guarda la videotestimonianza su YouTube

Ci sono attese che occupano molto spazio dentro una persona.

Questa è la storia di una donna che desiderava diventare madre e che ha attraversato il percorso della procreazione assistita portando con sé domande, paure e aspettative su di sé. La chiamo Francesca: è un nome scelto per questo racconto.

Il desiderio di diventare madre

Francesca ha iniziato il suo percorso con me mentre lei e il suo compagno desideravano un figlio e stavano attraversando la procreazione assistita. Nella videotestimonianza racconta che in quel periodo si sentiva molto stressata, arrabbiata e immersa in una grande confusione. Il lavoro che abbiamo fatto riguardava il suo vissuto, le relazioni con i genitori, la rabbia e il modo in cui si percepiva.

Il desiderio di un figlio può portare con sé tante domande: sarò capace? Riuscirò a sentirmi davvero madre? Che cosa succede dentro di me mentre aspetto? Sono domande intime. Ognuna le attraversa a modo proprio.

Francesca racconta che, già nei giorni successivi alle sessioni, aveva iniziato a notare piccoli cambiamenti. Col tempo, dice, alcuni modi di pensare e di agire erano diventati spontanei. Nell’intervista descrive anche un tempo di reazione più breve davanti a situazioni che prima le restavano addosso a lungo. È il suo racconto personale, non una misura valida per tutti.

Nel gennaio 2024 Francesca mi ha comunicato di essere incinta. Quando abbiamo registrato la sua videotestimonianza, il 21 maggio 2024, era al quinto mese. Il video è stato pubblicato dopo la nascita del bambino. La fotografia che apre l’intervista, con il piccolo appena nato, è stata autorizzata dalla madre.

Il lavoro riguardava il suo vissuto

Questa precisazione per me conta. Il fatto che la procreazione assistita fosse in corso mentre lavoravamo sul suo vissuto non stabilisce un rapporto di causa. Non attribuisco al lavoro svolto con me l’esito della gravidanza e non presento il Riequilibrio Informazionale come intervento o supporto medico alla procreazione assistita.

Abbiamo lavorato sulle risposte interiori di Francesca e sul significato che dava alle esperienze vissute. Il percorso medico e il lavoro personale sono piani distinti. La sua testimonianza racconta la sua esperienza, non offre una spiegazione medica e non è una promessa per altre persone che stanno affrontando un’attesa simile.

Non si può cancellare il passato. Non si possono cancellare le esperienze. Ma l'intento è permettere alla persona di vivere quelle esperienze attraverso un significato diverso, così che le vecchie risposte di protezione possano gradualmente perdere la loro necessità.

Il rapporto con suo padre, il dolore e un significato diverso

Nella stessa intervista Francesca racconta anche la relazione conflittuale con suo padre e la sua morte, avvenuta durante quel periodo. Dice che gli è mancato e le manca ancora. Racconta però che oggi può pensare a lui anche con un sorriso, ricordando le cose belle e guardando diversamente quelle difficili. Il dolore non viene negato. Cambia il posto che quelle esperienze hanno nella sua storia.

Parla anche di un cambiamento nel modo di stare con gli altri: le parole di una persona, dice, non la fanno sentire automaticamente giudicata o attaccata. Riesce a considerare che ciò che l’altra persona dice può riguardare la sua storia, senza trasformarlo subito in un giudizio su di sé.

Una storia che si intreccia con quella di Paolo

In quegli anni ho seguito anche Paolo.

Sono due percorsi diversi, di due persone diverse. Si incontrano nella vita di una coppia che stava attraversando, ciascuno dal proprio punto di vista, il passaggio verso la genitorialità. La storia di Paolo è raccontata nell’articolo La rabbia che ti porti a casa.

Il cambiamento che continua

Il Riequilibrio Informazionale avviene durante le sessioni e può continuare a lavorare nei giorni e nei mesi successivi. Il nuovo modo di agire e di essere e le nuove risposte così possono consolidarsi, fino a diventare spontanee.

È così che avviene quella che osservo come Evoluzione Naturale: il cambiamento si stabilizza nella vita quotidiana, senza dover ripetere ogni volta uno sforzo consapevole. Questa è la mia lettura del percorso. Non è una spiegazione medica e non stabilisce un legame tra il lavoro interiore e la gravidanza.

Storie e categorie collegate

Questa storia appartiene soprattutto al tema del diventare ed essere genitori. Si collega anche alla relazione con se stessi e alla rabbia, temi che attraversano il percorso di Paolo.

Leggi la storia di Paolo e l’elenco dei temi in cui ho visto avvenire il Riequilibrio Informazionale.

Se stai attraversando un’attesa simile, spero che questa storia ti faccia sentire meno sola. Ogni percorso resta unico. La testimonianza di una persona non anticipa ciò che accadrà a un’altra.

Una domanda per te

Quali significati e aspettative accompagnano, per te, il desiderio di diventare genitore?

Se vuoi conoscere il Riequilibrio Informazionale e il percorso Cominciare dal Cuore, trovi qui le informazioni.

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Un abbraccio,Andrea

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