Il lavoro insieme
Riequilibrio
Informazionale
Esci dalla paura e dallo stress. Entra nel Flow, e restaci.
Ottieni risultati, eppure arrivi a casa esausta. Basta un tono, una mail, un sopracciglio alzato, e sei di nuovo in allerta. Molte persone vivono così ogni giorno: sempre un po' in difesa, anche quando non c'è nessun pericolo reale. Se ci fosse un pericolo reale, non sarebbe un problema. Il problema è viverci dentro.
Durante le sessioni che facciamo insieme avviene un Riequilibrio Informazionale. E grazie al Riequilibrio Informazionale esci dalla paura e dallo stress, ed entri nel Flow: l'attenzione libera, la calma anche quando fuori c'è il casino. Non devi meditare di più, non devi controllarti meglio. Non devi pensarci. Avviene.
Una parola, una richiesta, il tono di una persona vicina. A volte ciò che accade fuori sembra piccolo, eppure dentro di te prende molto spazio. Vorresti rispondere diversamente, ma ti ritrovi nella reazione che conosci.
Non è mancanza di volontà. E non è un difetto del tuo carattere.
E soprattutto non c'è nulla di sbagliato in te.
Dalla zona gialla e rossa al Flow
Il tuo sistema nervoso ha tre modi di stare al mondo. In zona verde sei presente e puoi scegliere. In zona gialla si prepara ad attaccare o a scappare: il cuore accelera, la voce sale. In zona rossa si blocca, per difenderti da un sovraccarico.
Se quel modo di reagire l'hai imparato da bambina, nella zona gialla e rossa non ci vai ogni tanto. Ci vivi. E la tua energia resta bloccata lì: a difenderti, a controllarti, a rimuginare.
Il Flow è il contrario: l'attenzione libera, tutta su quello che stai vivendo. Non è uno stato da inseguire con la meditazione o con una tecnica. Quando il sistema smette di vedere pericoli dove non ci sono, nel Flow ci stai. Diventa una risorsa: resti calma anche quando fuori c'è il casino.
È questo il Riequilibrio Informazionale: esci dalla zona gialla e rossa, ed entri nel Flow. È l'Evoluzione Naturale.
Ma come fa il tuo sistema a uscire da lì? Per capirlo, partiamo da come funziona.
Il cervello non registra. Prevede
Non viviamo ciò che accade in modo neutro. Il cervello anticipa, interpreta e completa le informazioni prima ancora che tu ne sia consapevole.
Lo fa usando la tua base informativa: l'insieme delle conclusioni, dei criteri e dei significati costruiti nelle esperienze che hai vissuto.
Per questo, davanti allo stesso gesto, due persone reagiscono diversamente.
Non reagisci a ciò che accade. Reagisci a ciò che il tuo sistema prevede che stia per accadere.
Durante le sessioni, la tua base informativa viene ampliata.
E quando si amplia, cambia in modo naturale come il tuo sistema sceglie quali cassetti aprire e come legge quello che c'è dentro. È così che avviene il Riequilibrio Informazionale.
Da lì cambiano le previsioni. Quello che prima il tuo sistema considerava un pericolo, oggi non lo è più. E il tuo comportamento cambia di conseguenza: invece di reagire, puoi agire più libera.
Dove ha imparato il tuo sistema
Immagina di avere sette anni. Tuo padre, o tua madre, sta per arrabbiarsi. E prima ancora che arrivino le parole, c'è un segnale: il sopracciglio che si alza. Gli occhi che si sbarrano. Un certo gesto con la mano.
Il tuo sistema impara in fretta. E archivia: quel segnale vuol dire pericolo.
Sono passati tanti anni. Oggi davanti a te c'è un'altra persona, che magari non ti vuole nessun male. Ma fa un gesto simile. E il tuo sistema lo riconosce prima di te, e ti prepara a difenderti.
Il tuo sistema non ha sbagliato. Ti ha protetta, quando ne avevi bisogno. Solo che nessuno gli ha mai detto che quel tempo è finito.
Dove ti porta il tuo sistema
La teoria polivagale, sviluppata dal neuroscienziato Stephen Porges, descrive tre stati del sistema nervoso.
- Zona verde (sicurezza): respiri piano e il corpo è morbido. Sei presente, puoi ascoltare e puoi scegliere come rispondere.
- Zona gialla (mobilitazione): il sistema sente una minaccia e si prepara ad attaccare o a scappare. Il cuore accelera, la voce sale.
- Zona rossa (blocco): il sistema si spegne. Ti senti piccola, lontana, senza parole.
Per questo non basta dirsi «stai calma». Probabilmente te lo sei detta mille volte. Se non ha funzionato, non è perché non ti sei impegnata abbastanza: è perché la parte che reagisce non è quella che ragiona.
Il frutteto
Immagina un frutteto. Da anni alcuni alberi ti danno frutti amari: la voce che si alza in cucina, l’ansia anche in ferie, la rabbia con tuo figlio.
Tu hai provato a lavorare sui frutti: cerchi di controllarti, leggi libri, conti fino a dieci, ti ripeti di stare calma. Per un po’ sembra funzionare, ma poi i frutti tornano amari.
Questo accade perché i frutti sono solo l’effetto. Il problema è nel terreno: la tua base informativa.
Io lavoro sul terreno. Lo concimo, lo rimescolo, lo irrigo. Così gli alberi restituiscono frutti migliori, in modo naturale. Metti a posto il terreno, e l’albero farà il resto da sé.
Le parole sono riempite d’esperienza
Un sì, un no, una parola come amore o successo portano con sé le esperienze che hai vissuto. Possono avere un peso diverso per ciascuna persona.
Nel mio lavoro parlo di base informativa: da lì emergono modi di percepire, pensieri, emozioni e risposte alle situazioni. Il punto da cui parto è ciò che vivi, insieme al significato che assume per te.
Quello che hai acquisito resta con te. Le possibilità si ampliano
Il mio lavoro è ampliare questa base informativa. I comportamenti che hai imparato possono ancora servirti nella vita. L’obiettivo è avere maggiore libertà di scelta, con altre possibilità a disposizione.
Il Riequilibrio Informazionale è il primo risultato del lavoro che facciamo insieme durante il percorso Cominciare dal Cuore. Si aprono nuove possibilità di sentire, rispondere ed essere te stessa nelle relazioni.
Come entra nella tua vita?
Puoi accorgerti di aver risposto con un tono diverso, di vivere una scelta con meno peso, di sentire spazio dove prima sembrava esserci una sola risposta. L’attenzione va a ciò che emerge nella tua esperienza quotidiana.
Questo è il senso della libertà di scelta di cui parlo: poter essere te stessa nel rispetto dell’altro, con la flessibilità di vivere diversamente anche una situazione conosciuta.
«Stanno accadendo tante cose nella mia vita: devo cambiare casa, devo organizzare i miei fratelli, il lavoro. Una volta mi sarei agitata, sarei andata in ansia. E invece mi sento stranamente tranquilla.»
Tiziana, durante il percorso Cominciare dal Cuore
Dove ho visto avvenire il Riequilibrio Informazionale
Il lavoro parte da ciò che stai vivendo e da ciò che desideri cambiare. Una stessa esperienza può attraversare più ambiti: il rapporto con te stessa, la famiglia, il lavoro.
Qui sotto trovi le situazioni per cui le persone arrivano da me, con le parole che usano per raccontarle. E le storie di chi le ha attraversate: un'informazione viene riequilibrata, e una reazione che sembrava inevitabile cambia da sola.
Autostima e valore personale
Il valore che riconosci a te stessa, il confronto con gli altri e la sensazione di non essere abbastanza.
Forse ti riconosci qui
- «Qualunque cosa faccia, mi sento in difetto.»
- «Cerco sempre conferme fuori.»
- «Come credere in me stessa quando tutto va male?»
Relazione con se stessi
Il modo in cui ti parli, ti giudichi e ascolti ciò che desideri.
Forse ti riconosci qui
- «Come smettere di sentirmi sbagliata?»
- «Mi sento sbagliata in famiglia.»
- «Mi giudico in continuazione.»
Gestione della rabbia
La rabbia che esplode, quella che trattieni e quella che continua a farsi sentire dopo una discussione.
Forse ti riconosci qui
- «Perché mi arrabbio subito con chi amo?»
- «Scatti di ira improvvisi: da dove vengono?»
- «Dopo una litigata continuo a rimuginare.»
- «Ho paura della mia rabbia.»
Il coltello fra i denti
Un uomo che si arrabbiava «un giorno sì e l'altro pure». Quando c'era da fare rissa, chiamavano lui. Lo spiegava così: «Io ho un demone. È come se in quei momenti si impossessasse di me.» Sotto la rabbia c'era una paura: diventare padre con quel demone dentro.
Abbiamo riequilibrato l'informazione che gli diceva «devo essere il più forte». Una settimana dopo: «Io non ho più avuto la famosa rabbia.» Un anno dopo: «Una vita col coltello fra i denti. Adesso questo coltello l'ho posato.»
Due nanosecondi
Una donna che con la sorella esplodeva sempre: «Di solito la sbrano.» Un giorno, nel mezzo della discussione, è successo qualcosa di nuovo: «Due nanosecondi dopo ho abbassato la voce.»
Relazioni con il partner
Esprimere quello che senti, affrontare un confronto e vivere il legame senza perderti.
Forse ti riconosci qui
- «Litighiamo sempre per le stesse cose.»
- «Sto zitta per non litigare, ma dentro mi logoro.»
- «Crisi di coppia: come uscirne?»
Il sorriso che ritorna
Una donna che per anni era rimasta in silenzio nella coppia, senza riuscire a dire quello che sentiva. Oggi, quando il compagno dice frasi che prima la ferivano: «Io mi faccio scivolare le sue parole e ritorna il sorriso.»
Relazioni con i figli
La comunicazione, i conflitti, le aspettative e la distanza nel rapporto con i figli.
Forse ti riconosci qui
- «Mio figlio non mi parla più.»
- «Come farmi ascoltare dai figli senza urlare?»
- «Se dico di no a mia figlia, poi sto male per ore.»
- «Il mio bambino non dorme mai e io sono allo sfinimento.»
Relazioni con i genitori
Il peso di un’assenza, il bisogno di approvazione e ciò che il rapporto con i tuoi genitori significa ancora oggi.
Forse ti riconosci qui
- «Mi è mancato mio padre.»
- «Ho sempre cercato un'approvazione che non è mai arrivata.»
- «Mi porto dentro un vuoto che niente riesce a colmare.»
Vita e relazioni al lavoro
Il carico di responsabilità, la pressione delle scadenze e il rapporto con colleghi e responsabili.
Forse ti riconosci qui
- «Finisco di lavorare, ma continuo a pensarci.»
- «Ne faccio tantissimo, ma ne restano sempre altre mille.»
- «Se c'è un errore, penso subito che sia colpa mia.»
«Non soffro»
Una donna con un lavoro pieno di numeri e di scadenze. Viveva in ansia: per ogni cosa fatta ne restavano altre mille, e i pensieri giravano in tondo fino a diventare un cruccio. Abbiamo riequilibrato l'informazione di dover essere sempre ordinata e sempre attenta, e quella che le faceva dire «è tutta colpa mia».
Qualche mese dopo: «Lavoro molto più serena. È la stessa mole di lavoro, forse un po' di più. Adesso faccio tanto, ne avanzo ogni giorno, però va bene così. Non soffro.»
Sindrome dell’impostore
Sentirti fuori posto o non all’altezza, anche quando hai esperienza e ottieni risultati.
Forse ti riconosci qui
- «Prima o poi capiranno che non valgo abbastanza.»
- «Ho paura di chiedere il giusto per il mio lavoro.»
- «Sono brava, ma non ci credo.»
Paura del giudizio e di esporsi
Farti vedere, esprimere un’opinione e parlare davanti agli altri.
Forse ti riconosci qui
- «Ho paura del giudizio degli altri.»
- «Mi vergogno a farmi vedere.»
- «La timidezza mi blocca.»
Anche io
Da bambino mi prendevano in giro per il mio peso. «Andrea non lo vogliamo in squadra.» Avevo imparato una regola: se non mi faccio vedere, non soffro. Per anni, entrare in un negozio a chiedere un'informazione mi metteva in ansia.
Quella paura si è sciolta alla radice. Oggi parlo davanti a centinaia di persone.
Dire di no e senso di colpa
Mettere un confine, affrontare la paura di deludere e ascoltare anche ciò che vuoi tu.
Forse ti riconosci qui
- «Non riesco a dire di no.»
- «Dico di no e poi mi sento in colpa.»
- «Ho paura di deludere le aspettative degli altri.»
- «Cerco sempre di accontentare tutti.»
Una sera sul sì e sul no
In una serata dedicata al sì e al no, molte delle persone presenti si portavano dietro anni di sì detti per paura di restare fuori: dalla famiglia, dal gruppo, dall'affetto. Durante il lavoro insieme, il sì e il no sono tornati due parole con lo stesso valore. Leggere, anche nel corpo.
Diventare ed essere genitori
Le aspettative, le paure e il significato che dai all’essere madre o padre, anche durante l’attesa.
Forse ti riconosci qui
- «Ho paura di essere una cattiva madre.»
- «Ho paura di trasmettere le mie paure ai figli.»
- «Ho paura di diventare come i miei genitori.»
Una pessima madre
Una futura mamma, a poche settimane dal parto, con il bimbo podalico e il cesareo già fissato. Piangeva disperata. Con la testa sapeva di essere una brava madre. Ma dentro si sentiva una pessima madre, perché quello che aveva fatto non corrispondeva alle aspettative che aveva per essere una brava madre.
Abbiamo riequilibrato l'informazione di madre che era dentro di lei. Non a livello cognitivo: più in profondità, dove nasce quello che senti. È arrivata la calma, e ha sentito l'amore tra lei e il suo bambino. Una o due settimane dopo il bimbo si è girato e ha partorito naturalmente. Non posso dire che sia stato il nostro lavoro. Posso dire che una cosa è venuta dopo l'altra.
«Mi sentivo fortissima»
Una donna che desiderava un figlio da tanto tempo. Il bambino non arrivava, il corpo era sempre stanco, e la rabbia finiva addosso alle persone che aveva accanto. Un anno dopo, quando la clinica le disse di prendersi una settimana per decidere se ricominciare, lei si prese un giorno: «Abbiamo ricominciato da capo, ma io mi sentivo fortissima.»
Tutto quello che volevo
Un uomo che aveva paura di diventare padre, perché temeva di riversare la sua rabbia sul figlio. Quando il bambino è nato, mi ha mandato una foto: il piccolo addormentato sul suo petto. Sotto aveva scritto: «Forse in questa foto ci sta tutto quello che volevo... un figlio, la tranquillità e la rabbia sparita.»
Mio figlio
Davide è nato alla venticinquesima settimana. Dopo mesi di terapia intensiva, a casa piangeva ogni notte. Spiegargli che era al sicuro non bastava: il suo sistema registrava ancora il pericolo. È lì che ho capito che il cambiamento deve arrivare più in profondità delle parole.
Lutti e perdite
Il vissuto di una perdita e il modo in cui entra nei ricordi, nelle relazioni e nei gesti quotidiani.
Forse ti riconosci qui
- «Dopo un lutto ho iniziato ad avere paura di guidare.»
- «Da quella perdita mi sento spenta.»
- «Vedo la vita in bianco e nero.»
Ho tolto nomi e dettagli che permetterebbero di riconoscere le persone. I fatti e le frasi no: sono veri, trascritti dalle sessioni che le persone fanno con me, e con il loro permesso.
I Codici di Luce del Creatore
I Codici di Luce del Creatore fanno parte del mio lavoro e della mia ricerca spirituale. Ogni volta che un Codice di Luce viene attivato, la tua base informativa si amplia. Cambiano i criteri con cui il tuo sistema sceglie e valuta le esperienze passate, e avviene il Riequilibrio Informazionale. Cambiano le previsioni e, di conseguenza, i comportamenti: ciò che prima era considerato pericoloso, oggi non lo è più.
Il percorso coinvolge mente, corpo, cuore e spirito. Partiamo dall’ascolto di ciò che stai vivendo e dalle tue domande. Ti propongo il lavoro nel rispetto della tua libertà di accoglierlo e lascio spazio a ciò che senti, senza anticipare quale debba essere la tua esperienza.
Come avviene il Cambiamento Felice
Felice ha per me una doppia valenza: riguarda il modo in cui avviene il cambiamento e il benessere che segue. Nel mio lavoro descrivo un cambiamento che avviene velocemente, senza applicare forza, osservando ciò che accade. Può esserci anche un momento di tristezza.
Nuove possibilità, nuovi comportamenti e migliori pensieri, attraverso un’Evoluzione naturale. Così «Sono fatta così» può lasciare spazio a «Posso scegliere».
Si comincia da piccoli obiettivi. Poi, come in un effetto farfalla, il Riequilibrio Informazionale si allarga a tutta la tua vita: alle emozioni, al corpo, alle relazioni.

PDF gratuito
Prima reagivo. Adesso scelgo.
Ti spiego cos'è il Riequilibrio Informazionale, come funziona e come ti permette di uscire dalla paura e dallo stress. Con le storie di alcune persone e del loro cambiamento.
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