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Identità e autostima

Siamo più belli di quanto crediamo

Tendiamo a vederci più difettosi di quanto siamo. Da dove nasce lo sguardo severo su noi stessi, e come si torna a vedere la propria bellezza.

Andrea Mamone · 10 aprile 2021

C'è una domanda che, in un modo o nell'altro, mi arriva quasi sempre.

Suona così: sono un caso impossibile?

La persona che me la fa di solito ha già deciso la risposta. È convinta che dentro di sé ci sia qualcosa di rotto, di sbagliato, di poco degno. E ha passato anni a raccoglierne le prove.

Io la guardo e vedo un'altra cosa. Vedo una bellezza che lei non riesce più a vedere.

Ho imparato a vedere la bellezza dove gli altri non la vedevano

Prima di accompagnare le persone, ho fatto il fotografo.

Per anni ho fotografato oggetti. Cibo, gioielli, vestiti, cose inanimate. Il mio lavoro era trovare la luce giusta perché anche l'oggetto più comune rivelasse la sua bellezza. Per fotografare, dovevo in qualche modo diventare quella luce.

Non immaginavo che quella capacità, allenata per anni su cose senza voce, sarebbe diventata il centro di ciò che faccio oggi con le persone.

Perché la bellezza di una persona funziona nello stesso modo. C'è sempre. Solo che spesso è coperta. Da giudizi, da paure, da un'idea di sé costruita anni fa e mai più messa in discussione.

Non ci vediamo per come siamo

Forse hai presente quell'esperimento diventato famoso, quello di un noto marchio di cosmetici. Un disegnatore ritraeva alcune donne senza vederle, guidato solo dalla loro voce mentre si descrivevano. Poi le ritraeva di nuovo, questa volta seguendo la descrizione che ne faceva un'altra persona, uno sconosciuto incontrato poco prima.

I due ritratti erano di due donne diverse.

Quello nato dalla loro descrizione era più duro, più chiuso, più segnato. Quello nato dallo sguardo di un estraneo era più aperto, più luminoso, più vicino alla verità.

La cosa che mi colpisce di più è che questa differenza non dipende dalla cultura o dal paese di provenienza. È uguale in ogni parte del mondo. Ovunque, tendiamo a vederci più piccoli, più difettosi, meno belli di quanto siamo davvero.

Da dove nasce quello sguardo severo

Nessuno nasce convinto di essere sbagliato. È qualcosa che si impara.

Lo impariamo da uno sguardo che ci ha fatto sentire non abbastanza. Da un confronto che perdevamo sempre. Da un momento in cui, per essere accettati, abbiamo deciso che una parte di noi andava nascosta.

Da lì in poi, quella parte è diventata una lente. E senza accorgercene, abbiamo iniziato a guardare tutto attraverso di lei. Ogni specchio, ogni foto, ogni giudizio su di noi passava da quel filtro che dice: c'è qualcosa che non va.

Il punto è che quel filtro non è la verità. È un'abitudine dello sguardo. E le abitudini si possono cambiare.

La bellezza non è qualcosa da aggiungere

Quando una persona inizia a lavorare con me, non le do niente di nuovo da diventare.

Non le insegno ad amarsi ripetendo frasi allo specchio. Non le aggiungo una maschera più sicura sopra quella insicura. Facciamo il contrario. Togliamo, un pezzo alla volta, ciò che le hanno fatto credere di dover essere.

E sotto, ogni volta, c'è la stessa cosa. Una persona intera. Una bellezza che non era mai andata via, solo dimenticata.

Sorrido, quando succede. Perché non ho fatto niente di magico. Ho solo tenuto la luce ferma abbastanza a lungo perché lei potesse rivedersi.

Lo sguardo severo non resta dentro di noi

C'è una cosa che quel giudizio su di sé fa, e di cui ci accorgiamo poco.

Il modo in cui ti guardi diventa il modo in cui stai nelle relazioni. Se dentro di te c'è un metro severo, lo porti anche fuori. Ti costa fatica ricevere un complimento, perché non lo credi vero. Fatichi a chiedere, perché senti di non meritare. A volte diventi dura con gli altri, perché sei dura prima di tutto con te.

Non è cattiveria. È che nessuno può dare al mondo uno sguardo più gentile di quello che riesce a rivolgere a se stesso.

Ecco perché tornare a vedersi con verità non è un fatto privato. Cambia le relazioni, il lavoro, il modo in cui lasci che gli altri ti trattino. Quando smetti di guardarti come un problema da correggere, smetti anche di aspettarti che siano gli altri a confermartelo.

Cosa succede quando la luce si ferma

Quando una persona inizia a rivedersi, non cambia il suo volto. Cambia il modo in cui lo abita.

Le stesse fotografie che prima evitava, all'improvviso non le sembrano più così terribili. Le stesse parole di apprezzamento che prima scivolavano via iniziano a poter entrare. Non perché sia diventata un'altra. Perché ha smesso di guardarsi attraverso il difetto.

È un cambiamento silenzioso, quasi impercettibile da fuori. Eppure chi le sta accanto lo sente. Una persona che ha fatto pace con la propria immagine porta nella stanza una quiete diversa.

Se ti sei convinta di essere un caso impossibile

Voglio dirti la stessa cosa che dico a chi si siede davanti a me con quella domanda in gola.

Non vedo un caso impossibile. Vedo una persona che si è guardata troppo a lungo attraverso una lente che qualcun altro le ha consegnato.

Non devi diventare più bella. Sei già più bella di quanto credi. Devi solo tornare a vederti senza quel filtro. E quel ritorno, quando avviene, è una delle cose più semplici e più commoventi a cui io assista nel mio lavoro.

Una domanda per te

Quanto di ciò che pensi di te è davvero tuo, e quanto è un giudizio che hai imparato a credere?

Se ti sei guardata troppo a lungo attraverso una lente che non è tua, Cominciare dal Cuore è il percorso in cui torniamo a vederti per come sei davvero.

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Un abbraccio,Andrea Mamone