Parole e percezione
Public speaking: come superare la paura di parlare in pubblico, la storia di una mia cliente
Sviluppare la capacità di parlare in pubblico è un’esperienza trasformativa che può cambiare la vita.
Sviluppare la capacità di parlare in pubblico è un’esperienza trasformativa che può cambiare la vita.
La mia cliente ha sperimentato questo cambiamento grazie al percorso personale di crescita personale e Public Speaking che abbiamo guidato insieme.
Dalla sua testimonianza, emerge chiaramente la potenza di un approccio olistico che unisce la crescita personale con la formazione in Public Speaking.
Grazie a questo percorso, la mia cliente ha trovato la fiducia in se stessa e la capacità di esprimere le proprie idee in modo chiaro ed efficace.
Il suo racconto è un esempio perfetto di come la formazione in Public Speaking possa essere un catalizzatore per la crescita personale e professionale.
Con la giusta guida e il sostegno, è possibile superare le paure e le insicurezze e scoprire un nuovo modo di comunicare e di essere.
Spero che la testimonianza della mia cliente possa ispirare altri a intraprendere un percorso simile e a scoprire il potenziale trasformativo del Public Speaking.
Sono entrata. Abbastanza tranquilla.
C’eravamo noi tecnici e Roberto che ha detto qualche cosa.
Ha reso l’atmosfera distesa.
Poi sono entrati i commerciali e abbiamo aspettato il CEO.
Guardavo le persone, i commerciali avevano i musi lunghi.
Arriva il CEO, non ride, racconta del fatturato degli ultimi anni. Non cresce … c’è qualcosa che non va.
Il tono è polemico, anche le domande sono incalzanti.
Certo il contesto non era dei migliori. Musi contriti, licenziamenti, domande inquisitorie …
E tu che avevi il quadro perfetto, da lontano, da solamente i miei racconti … Avevi indovinato tutto.
Roberto che dice “parlare da protagonisti” e “persone su cui l’azienda punta”.
Tutto ti era già chiaro ed io stento ancora a vedere, a capire …
C’è un cambio di programma, è tardi.
Il CEO vuole rimandare a domani …
No! Panico, non voglio domani, non voglio!
Fortunatamente cambiano l’ordine delle persone, tocca a me.
Mi rileggo le frasi scritte con te: “sto bene”, “mi sento sicura”, “sono decisa”, “so le cose” …
“respirare, centrarsi, respirare”.
“entra nel flusso”.
Ok parto, cambio alcune cose nel discorso iniziale.
Ho gli appunti sotto i miei occhi, di tutte le ore, le giornate passate insieme a lavorare sulle slide, sul discorso, sulle emozioni, sulle idee …
Idee che elegantemente hai innestato nella mia mente. “sei brava”, “puoi farcela”, “centrati”, “lascia andare le parole” …
Parole … parole dal cuore … Il titolo del tuo corso sul Public Speaking. Azzeccato direi.
Un sostegno concreto, non mi sono mai sentita accompagnata così. Non ero sola né nei giorni della preparazione, né in quel momento.
Lo sguardo del CEO si alza, guarda …
Continuo il discorso, faccio delle pause, giro le slide al momento opportuno.
Giro anche i miei fogli di appunti senza sentirmi in difetto. Il cuore batte a mille, in quel momento penso che si potrebbe anche sentire nel microfono.
Mi ricentro e vado avanti. Incespico un po’ contro il microfono ma non importa, inverto qualche parola ma non mi fermo.
Ok esce il coraggio, grazie Andrea.
Finisco la mia presentazione.
Non chiedo se avessero domande, quello meglio di no.
Questa sono io.
Parte l’ovazione dei commerciali, battono i pugni sui tavoli in segno di approvazione.
Arrossisco, allontano il microfono e faccio uscire un grazie con un sorriso.
Non credevo di essere andata così bene!
Non comprendo pienamente.
Ricevo i complimenti di Anna “bellissima presentazione”.
Sorride, si ferma e dice “magari inserire dei numeri quando si parla in diminuzione, di riduzione di costi etc”.
Ok sorrido e rispondo “per la prossima volta”.
Sono felice, ritorno al mio posto.
Tutto il resto che viene detto dopo lo perdo, non riesco ad ascoltare. Sono ancora in ascolto delle mie emozioni, di questi gloriosi 5 minuti.
Ok ce l’ho fatta che bello!
Scendo, riprendo le mie cose, esco dall’azienda.
Incrocio Sara, abbassa il finestrino e dice: “hai fatto un figurone!”
I ragazzi invece non sembrano molto contenti, solo Cosimo mi fa i complimenti.
Anche Barbara abbassa il finestrino “sei stata bravissima”.
Ok adesso basta complimenti penso.
Sono un po’ imbarazzata, ma felice.
Non ci sono abbastanza parole per esprimerti la mia gratitudine Andrea, spero che queste parole abbiano reso le mie emozioni almeno.
INFINITAMENTE GRAZIE!
Che cosa cambierebbe se, mentre parli, portassi l’attenzione sul messaggio invece che sul giudizio?
Se questa domanda parla di un passaggio che stai vivendo, puoi conoscere il percorso oppure scrivermi direttamente.